Martedì 15 settembre 2015 – Bergamo: inaugurazione corsi di danza Americana Exotica – Dance & Culture

L’associazione è pioniera sul territorio bergamasco nell’ insegnamento delle danze Dancehall e Tribal Fusion Belly Dance.

Americana Exotica – Dance & Culture, associazione sportiva dilettantistica affiliata UISP Bergamo e nata a Bergamo nel 2012,  inaugurerà i suoi corsi di danza Dancehall e Tribal Fusion Belly Dance per ragazzi e adulti il giorno martedì 15.09.15 alle h 19.00 in Via Borgo Palazzo 193, (24125) – BG.

L’associazione, che dal 2009 si occupa di promuovere attività culturali e workshops di livello internazionale sul territorio lombardo, è divenuta un punto di riferimento locale per i suoi corsi unici di danza Dancehall (danza Giamaicana) e Tribal Fusion Belly Dance.

A chi non riesce a farsi un’idea di cosa possa essere la danza Dancehall e non voglia essere annoiato da lunghe spiegazioni, rispondiamo spesso: Conoscete la musica reagge? Quella che è diventata famosa in tutto il mondo grazie a Bob Marley? Ecco, la Dancehall è una musica nata dopo il reggae; e quella musica, nata in Giamaica negli anni Ottanta, si balla in un modo bellissimo, che coinvolge tutti, e fa della danza stessa un’espressione artistica meravigliosa. Adatta adun pubblico sia maschile che femminile, la Dancehall è un ottimo modo per mantenersi in forma divertendosi, lavorando allo stesso tempo sulla propria autostima, sul rapporto con gli altri e, perché no, approfondendo le proprie conoscenze sulle espressioni artistiche extraeuropee.

La Tribal Fusion Belly Dance, invece, è una danza ancora poco conosciuta, forse meno della Dancehall, ma portavoce di un fascino irresistibile che si esprime nei costumi di scena e nella sua elegante gestualità. Questa danza è un vero toccasana per il corpo della donna, coniugando i benefici dello Yoga, la potenza e la forza delle danze urbane con la danza del ventre.

Il giorno dell’inaugurazione l’ingresso alle lezioni è gratuito: i corsisti saranno trasportati attraverso la musica e la danza in un mondo lontano ed entusiasmante, colmo di fascino, di energia e curiosità. Per ulteriori informazioni visitare il nostro sito www.americanaexotica.it, la nostra pagina FB https://www.facebook.com/pages/Americana-Exotica/205430382882409?fref=ts, oppure contattare info@americanaexotica.it.

 

Inaugurazione corsi di danza a.s. 2015/2016 Americana Exotica – Dance & Culture

presso Accademia di Danza Step by Step – Via Borgo Palazzo 193, Bergamo

h 19.00/20.00 – Dancehall

h 20.00/21.00 – Dancehall

h 21.00/22.00 – Tribal Fusion Belly Dance

Dis cor danza – l’innovativo evento dancehall a Milano

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“DIS COR DANZA” è un evento di danza Dancehall che si terrà a Milano il 1 Marzo 2015, incentrato sul concetto della differenza stilistica e metodica sorta nella danza durante egli ultimi anni.

Quando la dancehall ha varcato i confini della Jamaica, si è diffusa nel mondo attraverso interpretazioni differenti, affascinando le persone anche grazie a forme di riadattamento; recentemente abbiamo infatti assistito alla nascita e allo sviluppo di una serie di stili che avevano in comune la musica Dancehall.

Il fenomeno ha inizialmente destato l’interesse di molti e la voglia di buttarsi nella danza, purché si ascoltasse quella musica dai bassi incalzanti e dalle voci profonde, purché ci fosse appunto Dancehall.

Successivamente, come avviene quando coesistono parallelamente differenti realtà più o meno fedeli alla danza originale, si è assistito ad una sorta di diffidenza e di chiusura nei confronti di quelle che erano le libere interpretazioni della stessa.

Invece di soffocare tali espressioni, proveremo a comprenderle attraverso un confronto diretto con la dancehall, dimostrando che esse sono solamente diverse e, non per questo, meno belle o interessanti; mantenendo la propria impronta personale all’interno della danza si evita l’omologazione, mentre la fusione può rappresentare l’evoluzione di ogni forma d’arte.

Durante questo workshop pomeridiano che prevede la presenza dei maestri Monica Mariano, Beatrice Secchi e Michele Cuomo (ospite da Napoli), esploreremo la validità del concetto di “differenza”, guidando il corsista nella conoscenza degli strumenti per riconoscere e danzare la dancehall, così da comprendere la differenza con altre forme di fusione e riadattamento.

QUANDO:
domenica 1 Marzo
h 15,30 – 17,30

DOVE:
Palestra Canottieri Olona
Via Alzaia Naviglio Grande 146
Milano
http://www.olona1894.it/

I MAESTRI:
– Monica Mariano (Milano)
– Beatrice Secchi (Bergamo,Milano)
– Michele Cuomo (Ospite da Napoli)

IL PROGRAMMA:
presto disponibile

COSTI:
15 euro | pacchetto due ore di lezione con i tre maestri

 

 

“Bless the Ladies”: Americana Exotica danza per le donne

BergamoReggae, associazione da sempre attenta alle tematiche sociali, da diversi anni organizza una serata dedicata alle donne nella quale esprime sin dal titolo, Bless The Ladies, l’importanza ed il rispetto che riserva ad esse.

Aiutandosi con la musica e la voce delle artiste del mondo reggae, a partire da Marcia Griffiths, Rita Marley, Dawn Penn, che con ironia e passionalità incitavano le loro contemporanee a ribellarsi all’oppressione giamaicana, passando per Tanya Stephens, autrice di testi arrabbiati che riflettono la difficile situazione di molte donne, nella vita privata e nella condizione lavorativa, fino ad arrivare alle figure più recenti di Mama Marjas, Cecile, Macka Diamond, Lady Saw.

BergamoReggae vuole ricordare al proprio pubblico come ancora oggi il desiderio delle donne di lottare per le pari opportunità sia forte e quanto sia difficile per loro emergere all’interno di una realtà tuttora prettamente maschilista.

L’intera serata si svolgerà all’Edonè di Bergamo, in via Gemelli, e vedrà esibirsi alcune delle figure femminili della città che collaborano con BergamoReggae: a suonare ci saranno Laura, Presidente dell’Associazione, e Federica, arrivata da Roma qualche mese fa con la voglia di proseguire il proprio percorso musicale.

L’atmosfera sarà scaldata dalle voci di Giulia Spallino, cantautrice dal timbro soul e conosciuta da anni in città per via delle numerose collaborazioni e concerti, e di Awa Mirone, giovane talento impegnato in progetti di musica dub e membro del duo Shame&Skandal.

Durante la serata è prevista l’esibizione di danza dancehall del corpo di ballo di AmericanaExotica, con coreografie di Beatrice Secchi.

L’ingresso sarà assolutamente gratuito, e vuole coinvolgere uomini e donne nel tentativo di vivere una serata in cui insieme al divertimento ci sia una sorta di sensibilizzazione rispetto ad un tema tanto attuale quanto a volte dimenticato.

1 marzo 2014: dancehall workshop con Alevanille

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Americana Exotica asd Danza & Cultura e MDM Milano Dancehall Movement sono liete di presentare il prossimo imperdibile appuntamento di Dancehall !
Nostra ospite sarà Alevanille (Alessandra Traversari), la quale terrà un workshop d’eccezione sabato 1 marzo presso il Centro Universitario Sportivo di Dalmine CUS (BG).

ALEVANILLE:
https://www.facebook.com/pages/ALEVANILLE-THE-DANCEHALL-QUEEN/239390836083768

QUANDO:
sabato 1 marzo 2014 dalle h 15.00 alle h 16.30

DOVE:
Centro Universitario Sportivo di Dalmine (BG) – Palestra CUS.
http://www.unibg.it/struttura/struttura.asp?cerca=cus-bg

ISCRIZIONI & COSTI
Il costo totale del workshop è di euro 20.
Per partecipare è necessario confermare la propria presenza a info@americanaexotica.it e richiedere i dati del bonifico bancario.

ORGANIZZAZIONE
Americana Exotica asd – Danza & Cultura
MDM Milano Dancehall Movement

26 sept. 2013: Alevanille performs with other dancers and Aidonia, at Arthur Guinness Day Concert in Kingston (JA)
Alevanille performs with other dancers and Aidonia, at Arthur Guinness Day Concert in Kingston (JA)

Dancehall Laboratory : un modo diverso di scoprire la danza

Il 15 febbraio 2014, Beatrice e Sabrina, su invito di Fronte Crew (Lecco), hanno proposto un modo diverso di avvicinarsi alla danza Dancehall, attraverso un’esperienza emozionante, gratificante ed innovativa, durante la quale teoria e pratica si sono integrate in maniera spontanea. Utilizzando le proprie conoscenze, hanno creato un filo conduttore che ha permesso loro di dare vita al progetto di “Dancehall Laboratory”: una lente che conduce alla scoperta della Dancehall non soltanto sotto l’aspetto puramente legato al movimento, alla danza, ma anche attraverso il substrato che ha determinato la nascita, la crescita e l’evoluzione di questo fattore culturale . Si tratta di persone, di storia, di aneddoti, di radici lontane nel tempo tutt’ora riconoscibili, che appartengono ad una zona del mondo lontana dalla nostra. La curiosità che spinge ad amare la musica, la danza, e lo spirito di quest’isola, è la stessa che accompagna l’indagine delle sue fondamenta, delle sue fonti. E’ rincuorante pensare che accanto all’evoluzione possa convivere la conservazione. Se questo è vero, accostarsi alla danza sotto questa luce, potrebbe permettere di scorgere quei legami, i “fili conduttori” nominati all’inizio, così importanti da renderla unica al mondo.

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Corso di danza giamaicana per bambini a Bergamo!

Americana Exotica a.s.d. presenta “Baby Dancehall”: un nuovo corso di danza urbana giamaicana dedicato ai bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni.

Baby Dancehall

Benefici:

Aumenta coordinazione, equilibrio, flessibilità

Sviluppa il senso del ritmo, la musicalità e la memoria

Aiuta il corretto sviluppo muscolare e migliora la postura

Aiuta ad acquisire fiducia in sé stessi

Favorisce l’inserimento positivo del bambino/a all’interno di un gruppo

I corsi si terranno presso la sede di Bergamo Spazio Girolè (Via Serassi 6/B) ogni martedì nei seguenti orari:

h 16.30/17.30 : dai 6 ai 9 anni.

h 17.30/18.30: dai 10 ai 12 anni.

Per info e iscrizioni scrivere a info@americanaexotica.it

 

 

 

Melpo Mellz (DoubleTrouble): l’esperienza insegna

L’insegnante e ballerina che ha catturato il cuore di chi l’ha vista all’opera si chiama Melpomeni Mouratidou, ma è conosciuta come Melpo Mellz, fondatrice della crew DoubleTrouble, composta da lei e da Franci. Fiore all’occhiello della danza dancehall in Europa, la ragazza studia in Giamaica dal 2003.

Melpo
Melpo Mellz

Per la prima volta in Italia, la ballerina (e anche cantante) di dancehall Melpo Mellz, ha tenuto due workshop nelle città di Bergamo e di Roma grazie all’organizzazione capitanata da Americana Exotica Danza & Cultura, Dextyle (Bergamo e Lecco) e Mactitude DHcrew (Roma).

Curioso il fatto che Melpo, svedese e di origini greche, sia poco conosciuta in Italia. Soprattutto perchè oltre ad essere una talentuosa ballerina ed un’ottima insegnante, è attiva in Giamaica dal 2003 ed è ambasciatrice della dancehall in Svezia, dove insegna in varie città quando non è sull’isola caraibica per aggiornarsi.

Melpo Mellz ha dunque precorso i tempi, appassionandosi a questa danza  più di dieci anni fa e decidendo di studiare in Giamaica: ha incontrato perfino Bogle poco prima che morisse! Ha osservato la strada e la vera dimensione del ghetto di Kingston con i suoi ballerini. Ha osservato a lungo questa cultura e tutt’ora sostiene che questo aspetto dell’apprendimento sia fondamentale. Osservare e imparare da ciò che si è visto con i propri occhi, recarsi dal creatore di ogni passo e farselo spiegare. I maestri di Melpo partono da Ding Dong fino ad arrivare ad Ovamarz e a Latonya.

Melpo partecipa a competizioni di dancehall direttamente in Giamaica, e nel 2011 è stata tra le finaliste della famosa competizione di ballo giamaicana Dancin Dynamite insieme a sua sorella Franci.

melpo e franci
DoubleTrouble Dancehall Crew (Melpo Mellz & Franci)

Nel 2008, sempre insieme a Franci, ha avuto una parte come ballerina/coreografa nel film di produzione giamaicana “A Dance For Grace” del regista Orville Matherson, insieme ad artisti del calibro di Kelli Bling dei Black Blingaz e di Ding Dong; purtroppo attualmente il film ha debuttato solo in Giamaica, ma presto sarà sicuramente possibile vederlo anche negli Stati Uniti e nel resto dell’Europa.

La sua passione, il suo talento e la sua serietà si riconoscono sia nella sua danza che nel messaggio trasmesso durante il workshop a Bergamo. Dopo tanti anni di esperienza, Melpo continua la sua carriera con grande costanza e umiltà e consiglia a chiunque si affacci al mondo della dancehall di non avere fretta, serve tempo per conoscere davvero la danza, la musica e il vero significato di una cultura.

Stages di danza Dancehall Sunfest 2012

L’idea di creare anche a Bergamo un polo legato al sostegno e alla diffusione della cultura giamaicana appartiene ormai da tempo all’associazione di Bergamoreggae. Il mio tentativo, dal 2009, è quello di inserire la danza Dancehall all’interno del Festival annuale Sunfest, utilizzando questo evento significativo come rampa di lancio per sostenere il binomio Musica – Danza così radicato all’interno della cultura dell’isola.

Come Schoy Stewart recentemente mi ha suggerito, la danza Dancehall non è soltanto una cosa che i giamaicani “fanno”, ma è uno stile di vita, una cultura, rappresenta il modo in cui essi parlano, si vestono, mangiano e vivono. Questo è ciò che dovrebbe spingere ogni persona che si accosta a questo stile ad esplorarne il background culturale, in modo da accorgersi che, antropologicamente parlando, la danza è la diretta conseguenza della società. I “passi sociali” non sono altro che il prodotto di una visione ludica e genuina della vita, da parte di persone che, dall’infanzia alla vita adulta, sono circondati da grandi spazi aperti dove la musica scandisce il tempo e la danza diventa interpretazione del quotidiano.

La danza Hop di Ferry, è stata inventata dalla crew Sample 6, ed è cantata da Elephant Man nel suo singolo “Crazy Hype”

“…Everybody inna di dance a do hop di ferry
Hop di ferry from your clothes nuh ordinary
Hop di ferry me nuh care if you inna Burberry
Hop di ferry Saddam inna different category
Run dem inna your territory…

http://www.youtube.com/watch?v=54YXE9Louxg ( Al minuto 1.45 viene chiamata la danza Hop di Ferry);
Al minuto 1.36 del video sottostante di Swaggi Maggi, che sarà ospite al Festival Sunfest il 22 luglio 2012, esegue la danza Hop di Ferry;

Questo è solo uno dei molteplici esempi di danze che affondano le loro radici nella quotidianità. Durante gli Stages di Danceheall del 20, 21, 22 Luglio 2012, presso il Parco della Trucca di Bergamo, potrete scoprirne di nuove e conoscere più da vicino la cultura della Dancehall.

 

 

“Things that Death Cannot Destroy”, un lavoro di Linda Fregni

“Things that Death cannot Destroy”

Guardando al lavoro di Linda Fregni viene spontaneo viaggiare a ritroso nel tempo durante l’epoca vittoriana, quando venne costruito per la prima volta lo strumento scaturito dagli studi ottici illuministi settecenteschi, quegli studi positivisti dove la scienza venne messa temporaneamente al servizio dell’arte.

Il marchingegno si basava sulla scoperta della persistenza dell’immagine sulla retina, sul fatto che l’occhio umano fosse in grado di percepire il movimento se sottoposto allo scorrimento di immagini lievemente diverse, oltre che sul principio della camera oscura di Leonardo da Vinci.
Tale macchinario era la lanterna magica, la cui luce emanata permetteva di proiettare immagini impresse su vetro.
La sorpresa e il fascino esercitati da essa sugli spettatori vittoriani erano anche la conseguenza di un traguardo, ovvero l’attuazione di una prima logica narrativa visuale. Oggi questa logica narrativa visuale plasmata dalla lanterna riesce ancora ad essere magica, non essendo stata vittima di una dissipata suggestione né tanto meno di un’inflazione intellettuale che ne abbia svilito i contenuti.

Lo sa bene Linda Fregni Nagler, che di contenuti ne ha cercati e continua a trovarne molti, da presentare alla sua traduttrice simultanea, la lanterna, piccola camera in un’ immaginaria torre di Babele che rende possibile trasformare ogni piccolo linguaggio visivo in grandi spaccati d’umanità grazie alla luce.
Da sempre affascinata da alcuni “filoni” della fotografia anonima, da qualche anno a questa parte è nata in lei la curiosità per le immagini trovate, tutte di autori anonimi: una svolta nel suo lavoro che le ha permesso, giorno dopo giorno, arricchendo il suo romantico patrimonio d’immagini, di costruire un archivio attraverso canoni non accademici, arrivando a disporre di circa una migliaio di pezzi. A furia di raccogliere materiale ha pensato sia di riattivarlo cercando di destare stupore e ambiguità nello spettatore, il quale confrontandosi con esso non ha gli strumenti per collocarlo precisamente nella storia, sia di proporre una nuova consapevolezza sociologica del passato che diventa inscindibile dall’aspetto del quotidiano, spaccato altrettanto poetico della vita.

Questi singolari cimeli recuperati sovente su internet, (e-Bay), a volte possono far sorridere, sostiene sorridendo a sua volta l’artista, a volte possono invece portare alla nascita di nuove categorie da archiviare, come quella dei “personaggi umani assoluti”, i quali sarebbero caratterizzati da una piccola componente tragica e sarebbero dunque distinguibili dalle persone comuni che si possono incontrare più facilmente in altre figure. Le immagini provengono spesso dall’ambito della divulgazione scolastica e, sprovviste del nome del fotografo, sono invece dotate di una didascalia esaustiva composta a volte da appunti scritti direttamente sulla cornice del vetrino; alcune di queste descrizioni, essendo piuttosto bizzarre, inducono Linda ad acquistare immediatamente l’immagine. Alcune categorie poi, sono composte da repertori più ricchi rispetto ad altre, come per esempio quella relativa al “Giappone”, argomento di cui l’artista si era già occupata in passato, interessandosi in particolare alla fotografia giapponese del periodo Meiji, (1868-1912).

“Archiviare il mondo” significa anche indagare a livello antropologico processi cognitivi propri di un determinato periodo storico: nella categoria “Etn”, l’artista riscontra nell’originario intento esplicativo alle immagini una forte componente razzista, per esempio “Races of man” è il titolo di una fotografia con tre uomini dal volto peloso. Le categorie di Linda Fregni offrono un’ampia gamma di spunti, si può passare da immagini relative alla scoperta del polo Sud a scene di caccia, dall’Egitto al Giappone.
L ’accumulo diventa tributo alla fotografia, la stessa materia che l’artista insegna presso l’Accademia Carrara di Bergamo e di cui si occupa. Lo stesso accumulo, conseguente alla costante raccolta, riattiva la circolazione di materiali che altrimenti rimarrebbero bloccati in uno spazio angusto come quello di un cassetto di qualche mobile antico, confinati nella memoria di qualche stanco viaggiatore o dell’amico del misterioso fotografo, padre spirituale dell’immagine considerata.

Il materiale così raccolto viene selezionato quando si tratta di organizzare le immagini per una determinata proiezione attraverso una sorta di “memory” sul pavimento, grazie al quale si sviluppano giochi di associazioni visive e formali, cartine tornasole per la scelta dell’artista, che si concentrerà sugli accostamenti che più la sorprendono. A questo punto può avvenire la trasposizione nella lanterna.
Le immagini dal sapore contemporaneo, a volte a causa dei colori presenti, frutto di ridipinture successive, rimangono fedeli alle origini e all’ incanto dello strumento, che esercita su di esse una sorta di filtro temporale e allo stesso tempo atemporale, retaggio di epoca sette/ottocentesca, ma anche dimensione trascendente dove il tempo è secondario rispetto alla logica narrativa visuale.

Se poi la cernita di “diapositive magiche” effettuata dall’artista viene proposta al buio, dove la stanza perde i suoi confini geometrici che si rintracciano nuovamente solo nelle figure proiettate, ecco che l’occhio dipende dalla lanterna, da quella luce fioca che emanata richiede uno sforzo di concentrazione maggiore e porta ad accentuare il senso dell’udito nello spettatore. Egli, spinto dalla necessità di comprendere, è nutrito costantemente da una voce in perfetta madrelingua inglese che descrive le didascalie con la stessa attitudine scientifica con cui è stata costruita la lanterna. Tale commento litanico a supporto di ogni immagine è parte integrante del lavoro, rappresenta ciò che in quel dato momento era importante registrare per il fotografo e, secondo l’artista, riporta alla magia legata allo stupore ingenuo di chi sembra guardare ai soggetti per la prima volta. L’idea di far emergere le informazioni “inutili” del vernacolare e dell’anonimo è scaturita nel 2008, dopo che Linda assistette ad una proiezione di fotografie autochrome presso il Museo d’Orsay di Parigi, durante la quale vennero letti gli appunti che l’autore aveva lasciato sulla lastra fotografica.

Nel lavoro di Linda si ripropone intatta la componente d’intrattenimento ottocentesca legata al fascino del principio della dissolvenza e si affianca il valore aggiunto della sua proiezione che diventa l’archivio personale dell’artista, la sua stessa volontà. Things that Death Cannot Destroy è un neologismo figurativo, dove l’uso di una vecchia immagine all’interno di un nuovo contesto non più ottocentesco si arricchisce di un significato inedito.

Quando l’artista sente attribuire al momento legato alla proiezione delle immagini con la lanterna la definizione di “performance” cerca di chiarire le sue intenzioni specificando che non si tratta di una rappresentazione teatrale, quanto di una “teatralizzazione dell’immagine”.
“Le cose che la morte non può distruggere” sono paradossalmente esposte ad un criterio del degrado e sono fortunatamente sopravvissute: la fotografia su vetro è fragile e gli articoli collezionati da Linda Fregni sono originali del periodo ottocentesco.
L’approccio di quest’artista dona al suo operato un dinamismo eccezionale, un eclettismo scevro di ogni ridondanza che rende il suo lavoro più contemporaneo che mai: panta rei, tutto scorre e ritorna dal passato passando sotto la magica supervisione, sua e della lanterna.

Beatrice Secchi