Festa della donna 2012 – Focus on Laure Courtellemont

«La mia più grande soddisfazione, è stata quella di essere riuscita a dimostrare come si possa essere molto sensuali, senza diventare volgari. Troppo spesso, infatti, le coreografie studiate per i videoclip di hip hop sono degradanti per le donne che finiscono, così, per dare una brutta immagine di sé».

Laure Courtellemont

 

 «Il principio del ragga jam è di conciliare l’eccellenza e la dimensione artistica della danza, con i valori dello sport che sono la tolleranza, il rispetto, la solidarietà».

Laure Courtellemont

Laure Courtellemont – ballerina coreografa e insegnante nota in tutto il mondo per aver creato nel 1996 Ragga jam.

Nasce a Toulouse il 15 marzo 1977.

In una recente intervista in Polonia, (uno dei tanti paesi nel mondo dove Laure Courtellemont si è recata per insegnare e tenere stages di danza Ragga jam), le viene chiesto di delineare il concetto di Ragga jam: lei risponde sostenendo che sia la sua percezione della cultura Reggae-Dancehall, la danza dei suoi sogni, creata diciassette anni fa quando ancora in Europa nessuno conosceva questa musica e questa danza a parte i giamaicani e l’ambito underground europeo. Per lei Ragga jam è il suo partner, la sua ombra, qualcosa che è cresciuto con lei in questi anni e l’ha plasmata portandola ad essere quello che oggi è.

Per spiegare il motivo della popolarità crescente che sta avendo questo stile di danza in tutto il mondo, la Courtellemont pone l’accento sulla crescente affermazione delle culture di strada, sulla forte connotazione africana conservata da questo stile e sul rimando alle origini di ogni essere umano, sulla sua sorprendente capacità di mescolare culture e “pelli”.

Oggi in Europa le classi di Laure e del suo team Ragga jam sono colme di giovani ragazzi e ragazze tanto diversi nel colore della pelle quanto simili nella stessa volontà di esprimersi attraverso il cuore, attraverso quest’arte coreutica dove i passi sociali giamaicani diventano simboli stenografici visivi, un richiamo ad una cultura eterogenea dove la radice afro scalda il tutto e rende salde le fondamenta. La donna esegue gli stessi passi dell’uomo eliminando qualsiasi retaggio di visione classista: di fronte allo specchio si è tutti uguali; lo stesso specchio che riflette il vigore di un racconto della musica con il corpo, perché le coreografie di Laure raccontano sempre una storia, una storia ogni volta diversa per chi la danza e per chi la guarda, che ci affascina e ci seduce, confermandoci che la cultura giamaicana è alla portata di tutti e che la danza di gruppo fortifica, emana un’energia unica e condivisibile.

Laure viaggia in tutto il mondo per diffondere la sua danza sviluppatasi in diciassette anni di ricerca continua, di evoluzione, di amore per questa cultura; ma quando si tratta di individuare un luogo prediletto risponde citandone tre: il Brasile, la Giamaica e New York. Il primo per il cuore dei ballerini, per la loro motivazione e la loro storia, per l’amore di questa gente verso il ritmo e la danza; New York per l’ispirazione suscitatale,  una metropoli gremita di talenti e artisti che Laure ha sentito e amato conoscendo fondo, il posto per gli artisti sostiene appunto, dove ha trovato insegnamento e ispirazione. Tutte le danze che ama, eccetto la dancehall, sono nate lì. Così tante comunità, così tante persone diverse, proprio come a Parigi, ma la differenza per lei è che se tu vali, New York ti porta in alto. La Giamaica in ultima istanza, naturalmente la sorgente della dancehall, con la sua affascinante forza ed energia.

La “Laure insegnante” predilige un metodo che permetta alle persone di essere libere di esprimersi e, solo dopo preveda la tecnica; crede fermamente che si possa imparare meglio divertendosi e sentendosi a proprio agio. La sua passione e il suo dinamismo permettono a chiunque si avvicini allo stile di capire la musica, di viaggiare emotivamente attraverso le note e di sviluppare quel senso di estro individuale che è già insito in ognuno di noi, ma che a volte si fatica ad esternare. La cultura occidentale, in particolare europea, è colma di tabù ed ha influenzato fortemente sia l’evoluzione dell’arte che quella della danza, relegando a volte alcune movenze del corpo a sintomo di sfacciataggine, senza capire che questi stessi movimenti permettono al corpo e alla mente di sbloccarsi senza intaccare il “senso del pudore” radicato nella società.

Quando le si domanda di fare un excursus sulla sua storia dall’ inizio sino ad oggi risponde che il suo inizio come ballerina è stato nel suo letto! Ogni singolo giorno, alzandosi la mattina grazie al rapporto tra lei e la musica durante gli anni; così ha costruito se stessa come danzatrice prima di tutto, e solo dopo è andata a studiare danza trovando la sua espressione, la sua libertà e, infine aggiungendo la tecnica.
Laure ha creato il Ragga jam nel 1996 e successivamente ha cominciato ad insegnare a Parigi. Importante è stato l’incontro con Stella Diblik, che è diventata il suo agente e le ha organizzato viaggi per il mondo al fine di insegnare; Successivamente David Fonclaud, il primo che nel 1999 l’ha portata in Guadalupa per esibirsi di fronte ad un pubblico inizialmente scettico ed in seguito entusiasta della sua performance. Dopo, Laure ricorda, la Nike, con un contratto da atleta e modella e, successivamente il Ragga Jam by Nike. Questo partner ha portato il Ragga Jam ad essere esposto su un alto livello. Poi la sua più grande sfida a New York attraverso il test dell’insegnamento nella grande scuola newyorkese del Broadway Dance Center. Poi suo figlio, la sua più grande ispirazione afferma; ed ora nessuno può fermarla.

Quando il popolo delle Antille la vede danzare e la consacra “regina” dell’Hip Hop dimenticando il colore della sua pelle, Laure reagisce sostenendo che non ci siano regine nella danza; ogni giorno bisogna fare meglio, ci sono tanti talenti e tante cose da imparare. Così, lei dice di essere se stessa e di fare del suo meglio, solo questo e nient’altro.

A chi vorrebbe un consiglio Laure ha solo una risposta: ascoltare la musica. La chiave, chiarisce, è nella musica. Come la musica crea le danze, ogni giorno.

La forza di questa donna trasporta l’universo femminile nella speranza, la speranza di credere nei propri sogni, di gettare il cappotto della disillusione e di vestirsi di positività, di gentilezza e amore. Amore per l’arte, per la danza e per la creazione di qualcosa di concreto da aprire al mondo; un coinvolgimento per chi vuole entrare nella musica con l’anima e imparare ad ascoltare il proprio corpo senza perdere di vista il riddim più importante, quello del nostro cuore.

Beatrice Secchi

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One Response to “Festa della donna 2012 – Focus on Laure Courtellemont”

  1. Decio 4 settembre 2012 at 21:04 #

    Leggo solo ora questo omaggio alla ballerina che rispetto, adoro e stimo di più in assoluto..ogni giorno esempio di vita e di danza.

    Big rispect for you Bea and big up for Laure.. One Love One Dance… she knows!

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