Ding Dong: nient’altro che ballo!

Si chiama Ding Dong e i dancefloor sono il suo habitat naturale, visto che li popola sin da quando è un likkle youth. “Skip To My Loo”  e “Holiday” sono al momento i suoi più grandi successi, capaci ancora oggi di far letteralmente scatenare la danz.

Anche il nuovo video si consuma nel nome del ballo. La canzone è “Snap Back” ed è uscita questa estate sul Pyramid riddim della Beatz Promotion.

Alle sue canzoni lega dei passi di ballo, che poi nel giro di poco diventano tormentoni. Nel 2008 e ancora oggi spopolava ad esempio “Bad Man Forward, Bad Man Pull Up” (con annessa canzone interpretata da Elephant Man), una danza dall’incedere tribale inventata proprio da Kemar Ottey (vero nome del deejay-ballerino).

Non bisogna inoltre dimenticare come il ballo in una realtà come quella jamaicana diventi un modo non violento e creativo di sfogare le proprie insoddisfazioni per la mancanza di opportunità e di conseguenza di futuro. E infatti intorno a Ding Dong gravita un pianeta conosciuto con il nome di Ravers Clavers (crew da lui fondata dove al momento gravitano militano 18 persone), il cui arrivo in una danz è sempre un momento suggestivo e di grande divertimento.

Ballo, ballo, niente altro che ballo: “Non importa quello che accade, so solo che devo danzare ogni notte” – ama dire nelle interviste. Ding Dong ha già girato il mondo e ovunque è stato accolto con grande partecipazione. Una leggerezza la sua che si riflette anche nei testi, che comunque hanno il pregio di non decantare la violenza ne in generale la negatività:

“Le mie parole devono essere ascoltate dai bambini come dallo loro madri. Nella mia musica non troverete spazzatura” – afferma con orgoglio il deejay, che consapevole della sua influenza sui giovani non si è sottratto a qualche brano con il quale affrontare temi più seri, cosa accaduta per esempio in “Responsible Parents” con la quale affronta il delicato e difficile mestiere di genitore.

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