Alevanille: dietro le quinte degli wine

Alessandra Traversari, in arte Alevanille, è una ballerina ed insegnante italiana di danza Dancehall. 

Alevanille

La sua carriera è iniziata in Italia, ma ben presto (nel maggio 2009) ha toccato anche la meta ambita da ogni ballerino di Dancehall: la Giamaica, partendo in tournée europea con il gruppo giamaicano Voicemail. Effettuando da quel momento svariati soggiorni in Giamaica al fine di entrare in contatto nel migliore dei modi con la cultura del posto, Alevanille diventa protagonista indiscussa di molte dancehall sessions a livello nazionale e internazionale.

Durante il suo percorso artistico ha realizzato una moltitudine di videoclips musicali in collaborazione con artisti del calibro dei Sud Sound System,di Mama Marjas e di Ms, Triniti.

Nell’estate del 2010 ha ricevuto un attestato ufficiale d’abilitazione all’insegnamento della Dancehall (Coni) e successivamente un riconoscimento dall’Acsi, mentre nel novembre dello stesso anno ha costituito il suo primo corso di Dancehall con sede a Roma.

Attualmente porta  il suo show e le sue masterclass in tutta Europa. E’ membro della crew Mactitude insieme ai ballerini Chriss e Mike. Il gruppo, nel 2012, ha creato una serie di appuntamenti imperdibili, come il recente Mactitude Camp e l’workshop con l’ospite d’eccezione Latonya, (ballerina giamaicana famosa in tutto il mondo).

La prima volta che vidi Alessandra fu attraverso un video (non conoscevo ancora la danza giamaicana) e la prima impressione mi ricordo che fu di perplessità: non capivo la sua naturalezza e la sua spontaneità motoria, anche quando le moves erano “scottanti”, non capivo il lato “sessuale” della danza. Ed è proprio questo il punto nodale della danza femminile giamaicana: le donne liberano la loro sensualità attraverso essa, e lo fanno in maniera totalmente spontanea. Questa manifestazione necessita di essere riportata al suo contesto culturale per essere compresa; chiaro che non è sempre facile portare avanti lo stesso tipo di ideologia in un altro paese, per giunta così diverso come l’Italia.

Successivamente capii che il modo che Alessandra aveva di ballare la danza giamaicana non dipendeva tanto da lei, quanto dalla danza stessa. Capii che lei è una meravigliosa interprete, perchè pur attenendosi alla cultura di provenienza della danza mette del suo. Alessandra non è giamaicana, adora la danza proveniente da quell’isola come se ci fosse nata e cresciuta ma è fiera di essere romana, lei stessa me lo ha confermato. Pensai che sarebbe stato bellissimo averla al Sunfest, a Bergamo. La chiamai e la invitai per organizzare uno stage in occasione del festival annuale di Bergamoreggae, (Sunfest).

La ragazza dal sorriso smagliante che mi si presentò davanti, la stessa che solo con i capelli lunghi e biondi riesce a spiegare il dutty wine, mi fece capire che dietro ad una passione così grande per il ballo della sensualità c’era una persona genuina e forte, una persona ricca, di buon cuore.

Da quel momento ho capito che dietro alle sue impeccabili spaccate e dietro al suo mitico pon di head non c’è solo allenamento, ma c’è una cultura vasta, ci sono una serie di nozioni culturali che si legano alla musica e alla danza giamaicane e che fanno di lei una fonte importante per chi vuole avvicinarsi a questo mondo.

Questo articolo s’intitola “Dietro alle quinte degli wine” proprio perchè con Alessandra non ci si può fermare alla danza, ma bisogna andare a scoprire ciò che sta a monte di essa, ovvero la cultura giamaicana nella sua interezza. Una cultura tutta al femminile, che vede anche la donna protagonista della danza in Giamaica e nel resto del mondo.

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