Tribal Fusion: postura e braccia

Osservando l’eleganza e la precisione di Rachel Brice possiamo giungere ad alcune conclusioni importanti per quanto riguarda la postura da adottare nella danza Tribal Fusion:

1) Il busto aperto, determinato dalla contrazione dei muscoli dorsali e dalla cassa toracica ben ampliata;

2) Il collo esteso in modo da ottenere una linea continua tra le vertebre cervicali e quelle dorsali; le spalle effettuano una leggera pressione verso il basso ;

3) Le vertebre lombari ben allineate e in linea con il dorso;

4) Braccia aperte (ma non a 180 gradi) e gomiti esterni, come se entrambe gli avambracci fossero “appoggiati su un tavolo”;

Nella fase in movimento, i polsi sono morbidi e ruotano dall’interno verso l’esterno accompagnando le dita che, raccogliendosi, quando il polso ruota all’interno, si ristendono nel momento in cui questo gira verso l’esterno. E’ ravvisabile che le dita centrali della mano arrivino a toccarsi con il pollice durante la rotazione del polso;

Il busto esegue spesso un movimento oscillatorio abbinato ad una torsione, lasciando il bacino centrale e fermo nonostante l’alternanza dei fianchi. In questo caso le braccia assecondano la direzione in cui si muove il busto attraverso la sequenza spalla – gomito – polso – dita, in cui le spalle eseguono una rotazione in avanti senza  “chiudersi”, rimanendo arretrate rispetto alle clavicole. Quando il busto si muove verso destra insieme al percorso di scomposizione fluida del braccio che si conclude con le dita, (wave), il braccio opposto, (o meglio la mano), si avvicina al busto, e viceversa quando ci si muove nella direzione opposta.

La difficoltà sta nell’associare la scomposizione degli elementi delle diverse parti. Questa scomposizione può essere trattata a volte secondo una maniera ”fluida”, a volte secondo “blocchi”. Il fluire del movimento viene arrestato così dalla contrazione muscolare, che dev’essere chiaramente circoscritta solo alla parte che vogliamo “bloccare”. Quest’ultimo meccanismo ha una radice profondamente urbana: proviene dallo stile popping dell’ Hip Hop, ed è necessario per ottenere l’effetto descritto precedentemente.

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