Gothic Bellydance: impulso STRAordinario

Silviah

Attraverso un percorso di due giorni (25/26 febbraio) con l’insegnante e ballerina Silvia Colombara, in arte Silviah, in occasione dell’evento Tribal & Bellydance Academy 2012 presso l’ associazione culturale Metiss’Art di Milano, ho incontrato per la prima volta lo stile Gothic Bellydance.

Subito mi è venuto spontaneo descrivere tale stile come “danza dell’impulso straordinario”, quella che a mio avviso usa la fluidità e le contrazioni del corpo per diventare allegoria della vita. Uso l’aggettivo “straordinario” perchè attraverso l’arte l’impulso del corpo si nobilita e perde quel meccanicismo che vede la realtà governata unicamente da leggi fisiche e materiali. Straordinario, anche perchè l’atteggiamento antidogmatico e anticonformista che anche si addice allo stile gotico diventa garante di un’ atmosfera trascendente dal sapore lunare, di un’energia positiva che ne riscatta il significato e, proprio quest’aurea diversa si fa portavoce di un fascino senza tempo nonstante la musica sia intrisa di contemporaneità, della diretta conseguenza dell’urbanesimo, della metropoli, della fabbrica e dell’industria.

Così la musica prodotta da gruppi dall’impronta dark come Centhron, And One, FCFG820 e altri ancora, sono interpretati alla luce della danza Tribal Fusion da Silviah. Così l’estremo, il carattere “cattivo” del gotico, trova equilibrio grazie alla tecnica coreutica e alla precisione dei movimenti. Così le estremità del corpo, (le dita, le mani e le braccia), eseguono lavori tecnici certosini al fine di ottenere effetti scenografici ameni. Così il cuore ritorna ad essere il centro propulsore del corpo, quell’elemento che durante la danza le mani tornano a evidenziare per ricordare la potenza del suo battito e il controllo della sua energia emozionale e fisiologica. Così irrompe il balance dei fianchi tipico della bellydance, accompagnato dallo spostamento a blocco delle diverse parti del corpo, in modo da ridare ordine visivo e interpretativo al pathos musicale.

Il primo seminario, quello di sabato 25 febbraio, era intitolato EBMElectro Bellydance Mood. Interessante notare la spontanea analogia con la stessa sigla (EBM) in riferimento all’ Electronic Body Music, che combina elementi di musica industrial e di punk elettronico e si presta particolarmente alla danza rientrando appunto nella famiglia della musica elettronica pur essendo più aggressiva e “oscura” rispetto ad altri generi dello stesso gruppo. L’aspetto musicale rappresenta dunque una nota distintiva nello stile gothic e va di conseguenza indagato e approfondito. Durante il secondo seminario del 26 febbraio dal titolo Be slow, be powerful, Il fascino potente della lentezza, Silviah si è concentrata nel trasmettere attraverso alcune tecniche la valorizzazione dei movimenti lenti, trattenuti, slow motion con picchi di intensità grandi e piccoli; tutto questo attraverso una studiata oscillazione degli arti superiori e alla coordinazione con il busto, attraverso attenti cambi di peso da una gamba all’altra e grazie all’ uso controllato dei dorsali che determinano l’apertura del torace.

In entrambe le giornate l’insegnante ha dedicato spazio alla coreografia, nel primo caso utilizzando una musica tipicamente dark industrial, nel secondo usando una musica da carillon, per mettere a frutto la tecnica appresa durante la lezione. Il corpo, avvolto e sconvolto da ritmi sincopati ascendenti o dal sapore piacevolmente insistente, diventava così figlio della musica scelta, avviava grazie alla coreografia quel processo di ricerca impostato sul collegamento, allacciamento, attacco, connessione, contatto, legame: sei termini per indicare il medesimo elemento fondamentale.

Ed ecco che, riallacciandomi al titolo dell’articolo, l’impulso corporeo ordinario della danza tribal fusion, nello stile gothic diventa impulso straordinario, circondato da quest’atmosfera che lo rende magico, quasi apotropaico e dotato di forte intensità.

Beatrice Secchi

 

 

, , , ,

No comments yet.

Lascia un Commento